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Margherita Zanin: Distanza In Stanza, il nuovo album brano per brano

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Di sicuro il pop di Margherita Zanin è sempre arrivato da un’America industriale e sub-urbana, dove l’industrializzazione pesante si fa concetto estetico a padroneggiare ampie derive digitali. Margherita Zanin torna in scena con un disco dal titolo “Distanza In Stanza”, opera ormai ampiamente conosciuta dalla critica nazionale, che sin dalla bellissima copertina dimostra l’importanza per la cantautrice ligure di celebrare il se stesso e di emanciparlo nel tempo che corre attraverso canzoni che sanno di trip-hop e di tutte quelle sfumature in cui il pop main stream incontra e lambisce terreni di nu-soul americano. Una produzione che dai suoi esordi si è fatta sempre protagonista di una qualità elevata e che mai si smentisce. Sottolineiamo come ogni brano di questo disco (solo per la versione fisica e non per quella digitale) viene introdotto da interventi audio rapiti alla quotidianità e regalati da personalità importanti della scena che sono Appino, Lodo Guenzi, Motta, Mauro Ermanno Giovanardi, Davide Toffolo, Cristiano Godano, Omar Pedrini, Morgan, Riccardo Sinigallia e Pierpaolo Capovilla. Prodotto da Lele Battista e masterizzato da Giovanni Versari. Un disco importante che non va perso nel mucchio dei tanti.

Margherita Zanin: “Distanza In Stanza” brano per brano

Rosa

“Rosa” non è un fiore, sogna e viaggia in un tempo impreciso; sta stendendo un lenzuolo bianco ad un filo illuminato dal sole caldo dell’estate, si perde nei suoi ricordi e sorride, la spensieratezza e la voglia di vivere la portano ad essere quello che è realmente, una ”vita” intera! Tra le emozioni più profonde, legate alla sua terra, il gioco, l’amicizia, gli amori e la distrazione vive di tutte le buone e vere emozioni che il suo viaggio le riserva. Le influenze musicali passano dall’elettronica al pop con qualche colore mediterraneo e sognante.

Invisibili

I sentimenti veri molte volte sono invisibili e non si manifestano. Il vero amore sta nascosto nei sogni che anche quelli sono invisibili. L’amore ci acceca e ci scuote, diventiamo come pedine rovinate o come un viaggiatore che si perde e non trova la strada. Se l’amore è invisibile l’amore è possibile. Anche i pensieri possono sentirsi isolati e così le emozioni; alla fine è tutto correlato e le cose accadono perché dobbiamo capire ed accettare ciò che ci cambia.

Amaro

“Amaro” è un brano dall’approccio sperimentale che parla della condizione di iniziale rassegnazione che poi evolve in una voglia di cambiamento e rivalsa. L’amaro, dove tutto sembra perduto come una poesia antica, si fonde alla voglia di sentirsi davvero liberi trasformando tutte le cose intorno, ricordando che quel tempo storto e negativo passerà. Le atmosfere che hanno ispirato il brano sono legate a tutte le persone che hanno deluso qualche aspettativa, che si prendono gioco della nostra sensibilità, angeli che assomigliano a colori e che diventano come vecchi libri già letti tenuti nella libreria degli umori. Fortunatamente, quando l’amaro si placa e splende nuova luce, si dà un valore diverso alle proprie giornate, creando nuove visioni positive dove libertà e sogni stanno al primo posto.

Non Mi Diverto Se Penso Troppo

Pensare troppo non è che mi diverta molto se poi lo stesso pensiero diventa tossico. Questa canzone parla di mancanza, di attese, di lavoro, di limbo cortese. L’asfissia di alcuni sentimenti che pian piano si trasformano in consapevolezza sovrastando questo nostro tempo malandato e cambiando abitudini e mete. Iniziamo ad abituarci al cambiamento e quando cambiamo lo facciamo sia in meglio che in peggio. Questa canzone parla di amore e responsabilità così come di sostanze che mai più di oggi diventano parte preponderante della nostra società e del nostro esistere.

Un Amico Che Va Via

Nei deliranti ‘via-vai’ della quotidianità siamo diventati come piccoli automi romantici, avvolti da una superficialità sterile, veloce ed incoerente. Gli esseri umani sono curiosi di scoprire nuovi luoghi e di comprendere i rapporti umani. Questa canzone è una riflessione sul nostro tempo, dove non ci accorgiamo neanche più di un amico che via. La partenza non è mai facile, soprattutto quando si parte per non tornare perché partire è come lasciare il proprio riparo, andare alla scoperta di nuovi mondi, attraversare chilometri e confini, reali e irreali. In questa canzone troviamo la voglia di uscire dalla superficialità degli eventi che molte volte ci distolgono dalle cose più importanti dipingendo la nostra vita di attimi contrastanti. Il ritornello è una citazione all’ album ‘Turbe Giovanili’ di Fabri Fibra prodotta da Neffa nel 2002.

Amalia

Dedicato ad una cara amica che non c’è più. La dimensione in cui entrano le persone che stanno vivendo gli ultimi giorni della loro vita, e che coinvolge le persone a loro vicine. Qualcosa di intenso e doloroso, difficile da spiegare. E’ la fine di qualcosa e l’inizio di qualcosa d’altro. Resta il ricordo: commovente e potente. L’ho immaginato come uno sprofondare nella natura: un ritorno, più che una partenza.

Ovvietà

Le cose che ci sembrano meno ovvie sono sempre le cose più importanti. Il tempo passa, il nostro viso cambia e diventiamo sempre più gli attori del nostro lungo film. Le emozioni sembrano una danza e stare in solitudine assume un significato positivo. La gioia viene descritta, come mai prima, attraverso la purezza del nostro io più profondo che ci rende umani soli, fragili e felici.

La Stanza Del Mondo

Le persone che ci salvano sono sempre le persone che ci amano. Questa canzone parla del rapporto che noi abbiamo con le strade, le città, nostra madre, il tempo, i sogni e le speranze verso un futuro che diventa sempre più incerto. Abbiamo voglia di rinchiuderci in una stanza ogni volta che ci sentiamo perduti e, molte volte, non è facile uscire dal proprio sentire. La stanza del mondo è come un luogo apparentemente astratto, dove capisco il senso dei rapporti umani legati alla famiglia e alle sue mille sfumature emozionali. Le voglie si consumano come se fossero candele.

Casca Il Sogno

Il passaggio tra adolescenza ed età adulta accomuna paure e sogni che si trasformano in speranze e voglia di cambiare. Questa canzone parla della naturalezza con cui i colori e gli spazi diventano scenografia per i giovani ed il tempo. Il cambiamento fisico e mentale che costa sacrificio, ci rende più liberi e decisi sulla strada che vogliamo intraprendere. I sogni ci cadono addosso e improvvisamente iniziamo a dargli un peso. La nostra natura è quella di essere sognatori nel tempo, per mano in un eterno girotondo.

Fiori Di Carta

Quando sei bambino e perdi qualcuno che ami la visione delle piccole cose cambia. La nostra casa diventa un luogo pieno di emozioni in contrasto, dove la cameretta nella quale ci rinchiudiamo diventa scenografia per aviatori e fiori di carta. Il senso della sofferenza è comprendere, risalire ed andare oltre, accettando anche che manchi qualcuno.

Resistere e rialzarsi sempre nonostante le tante problematiche della vita.

Psicofermo

La nostra epoca plasma le generazioni e crea antidoti tossici per il pensiero, sdoganando la cultura e arricchendo le grandi multinazionali del farmaco. Gli ansiolitici sono presi come caramelle e le persone vengono anestetizzate a tal punto da dimenticarsi che stanno vivendo la propria vita. In questa canzone parlo di un’ ipotetica società del futuro, immaginando l’essere umano che diventa automa in un nuovo periodo storico pre-atomico.

Il Cielo In Una Stanza

La bonus track di chiusura è la rivisatazione personale della fantastica poesia in musica del 1960 di Gino Paoli, che meglio di ogni altro ha descritto quanto una stanza potesse essere rif

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