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Mèsa: “Il live è un banco di prova” [INTERVISTA]

Il suo nome è Federica Messa, ma potete chiamarla Mèsa. Vive a Roma, ha 27 anni ed è una delle cantautrici più promettenti della scena musicale italiana.

Suonando in giro per Roma, e non solo, è iniziata la sua carriera soltanto qualche anno fa. Ed a suon di live sta proseguendo. Dal Siren Festival al MI AMI: sono tanti i palchi che ha calcato, nonostante la sua giovane età. A marzo è uscito, per Bomba Dischi, il suo primo album, “Touchè”: undici tracce, tutte scritte in italiano, perchè per Mèsa per scrivere bisogna avere tanta tanta confidenza con le parole.

Oggi continua a portare live il lavoro in giro per l’Italia e ha in cantiere già un nuovo singolo (sconosciuta però per adesso la data di uscita). Di questo e di molto altro ancora ci ha parlato in questa piacevole intervista.

Domenica 7 ottobre ti esibirai a Milano, all’Apollo Club. Ci puoi dare qualche anticipazione sulla scaletta? Cosa ti aspetti tu?

Un’anticipazione non te la posso dare perché… Non l’ho ancora fatta. Di solito la faccio un’ora prima. Comunque noi suoniamo sempre tutto il disco con alcune cover. Ci sarà qualche momento un po’ più intimo in cui suonerò un paio di pezzi da sola con la chitarra, senza la band. Mi aspetto, come per ogni live che faccio, che sia una bella serata, che la gente partecipi e che sia “presa bene”.

La tua carriera è iniziata si può dire a suon di live, in giro per Roma e non solo. Quanto è importante per te, quindi, la dimensione live?

È molto importante. Per tutti i musicisti è sempre un banco di prova. Un disco può suonare bene, può essere registrato bene, ma se il live non emoziona il pubblico, resta un lavoro inconcluso. E poi il live ti permette di comunicare con chi ascolta.

Per te suonare oggi è un po’ un ritorno alle origini oppure dopo le tue esperienze artistiche oggi ha un altro sapore rispetto agli inizi?

Man mano che si va avanti suonare dal vivo diventa sempre più importante. Un pochino più difficile, ovviamente, ma ti regala tanta soddisfazione.

Quest’anno per te è stato importante: hai pubblicato il tuo primo LP, “Touchè”. Undici brani, tutti in italiano. Innanzitutto, questa scelta è stata dettata dalla tua necessità di scrivere in una lingua che conosci a fondo, perché a detta tua “devi essere amico di infanzia con le parole”. Pensi quindi di continuare su questa scia, oppure in futuro non escludi a un ritorno all’inglese (la lingua con cui, tra l’altro, hai iniziato)?

Nella vita non si esclude mai nulla. Per adesso non avrei motivo di scrivere in inglese. Mi sento “a posto” con l’italiano.

C’è un brano dell’album a cui sei particolarmente legata e perché?

Sono legata a tutti, sono tutti dei figli. Ma quello che mi trasmette più gioia e mi emoziona di più suonare è “Le Metamorfosi Dell’Aria”. Probabilmente perché lo ricollego al momento in cui l’ho scritto, un momento particolarmente pacifico.

Solo da maggio a oggi hai partecipato a diversi festival (il Mi AMI, il Siren, tanto per citarne due), hai aperto i concerti di Maria Antonietta, di Cristina Donà, di Calcutta.
C’è un’esperienza che ti ha segnato più delle altre e perché?

Assolutamente sì. L’apertura a Calcutta allo stadio di Latina. È stato un evento “enorme”, di una portata che non avevo mai affrontato. È stato stupendo, soprattutto per la partecipazione delle persone presenti durante il mio live.

Quando eri ragazzina una delle prime band ad averti influenzata sono stati i Nirvana. Ce ne sono state altre poi nel corso degli anni?

Tantissime. I Nirvana sono stati il motivo per cui ho voluto iniziare a scrivere. Ma poi ho ascoltato di tutto. C’è stato un periodo in cui ascoltavo solo i Beatles. Anche il cantautorato italiano per me è stato di grande importanza per la scrittura, soprattutto De Gregori e Dalla.

Nella scena musicale italiana attuale, ci sono artisti che apprezzi in particolar modo?

Il mio preferito in assoluto è Giovanni Truppi, perché ha un suo mondo, un suo linguaggio, un modo di suonare unico. Poi mi piacciono molto Calcutta, Maria Antonietta, Colombre, Brondi (de Le Luci Della Centrale Elettrica). Ascolto di tutto, mi avvicino ad ogni genere.

Stai pensando già al tuo prossimo lavoro? Hai già qualche progetto in cantiere?

Sì sì. Stiamo per registrare un pezzo nuovo. Quindi tra 1 – 2 mesi uscirà un nuovo singolo.

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