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Minor Swing Quintet: Minor Mali, il nuovo album brano per brano

Si intitola “Minor Mali” il secondo disco dei Minor Swing Quintet. E come Django Reinhardt mise al mondo quello che conosciamo con il nome di Jazz manouche figlio di quel piglio proprio di chi inventa mescolando le opportunità e i linguaggi catturati da tutte le vite precedenti, così il quintetto armato di ispirazione simile raduna i propri ascolti e i propri modi di fare e da vita ad un disco che dalla chiara ispirazione di Reinhardt al resto del mondo sviluppa 8 inedite composizioni che promettono di confondere idee ed orientamenti. Si parte dal Jazz ma si incontra anche l’America noir, l’Argentina, il pop europeo e qualche condimento “elettronico”. Jazz manouche si ma senza troppo esagerare. Un bellissimo disco che celebra la diversità come nel bellissimo video della title track.

Minor Swing Quintet, “Minor Mali” brano per brano

Tipitappi

La traccia di apertura del disco vuole sancire con decisione il nuovo corso dei Minor Swing Quintet: ammiccando ai Led Zeppelin, si ci immerge in un brano carico di groove e assoli potenti, con un cameo di Jamal Ruggero che sottolinea la natura onomatopeica del titolo;

Le Bandit de Bambeto

Nel settembre del 2009, a Conakry (Guinea), l’esercito nazionale, agli ordini di Moussa Dadis Camara, spara sui manifestanti dell’opposizione, causando 160 morti. il nostro chitarrista Pollo era in quei giorni proprio nella capitale guineana, nel quartiere di Bambeto;

Minor Mali

La title track, con questo gioco di parole i Minor Swing Quintet rendono omaggio all’ispirazione africana, in particolare prendendo spunto da un accompagnamento di ngoni, strumento tradizionale del Mali;

Vittorio

Dedicato a Vittorio Arrigoni, attivista morto a Gaza nel 2011;

Black Shark

Affascinati dalla nuova scuola dell’hip-hop estremo d’oltreoceano, questo brano vuole essere un tributo alle figure di Isaiah Sharkey e Chris Daddy Dave. con la straordinaria partecipazione di Fabrizio Bosso alla tromba;

La Cometa di Halley

Brano sognante che suggerisce mondi inesplorati, con un assolo di body percussion che contrasta in maniera decisa con l’atmosfera dolce del tema;

Split

La descrizione musicale del disturbo dissociativo dell’identità: una melodia in sette ottavi che ricorda il mondo progressive, bruscamente interrotta dal rabbioso e grintoso riff che porta al finale esplosivo del pezzo;

SambaSabar

L’unione di due mondi, di due culture musicali, di due ritmi: la samba, brasiliana e sinuosa, ed il sabar, senegalese ed elettrico. con la partecipazione di Mbar Ndiaye, grandissimo percussionista di Dakar.

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