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Mulan | Incontro con la regista Niki Caro

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Una nuova incarnazione di “Mulan”, a distanza di 22 anni. Il 26 marzo 2020, infatti, la leggendaria eroina cinese resa celebre in Occidente dal classico Disney del 1998, tornerà nei cinema in un film live action. A prestarle il volto, l’attrice cinese Liu Yifei. A raccontarne la determinazione, il coraggio e la passione, la regista neozelandese Niki Caro, che abbiamo incontrato ieri a Milano. 

Caro, nota soprattutto per aver diretto nel 2002 “La signora delle balene”, ci ha mostrato in anteprima alcune brevi scene tratte dal film ancora in fase di post produzione (tra cui un montaggio finale), e ci ha parlato di cosa abbia significato lavorare a questo progetto Disney. 

La regista ci ha tenuto a sottolineare il valore delle tre sequenze scelte per essere mostrate in atenprima alla stampa. «Rappresentano quello che ho cercato di fare durante tutta la mia carriera» ha detto Caro. «Iniziare la narrazione a livello intimo per arrivare a livello epico». 

Yifei Liu nella prima sequenza (Photo: Film Frame..© 2019 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved).

Uno spazio che si allarga: tre sequenze per capire “Mulan”

«Questa prima sequenza rappresenta l’essenza stessa del film, l’assoluta devozione di Mulan nei confronti della sua famiglia», ha detto Niki Caro. E in effetti, si colloca proprio all’inzio della storia che tutti conosciamo. Ambientata all’interno delle mura domestiche, dunque in spazi ristretti, racconta la dimensione più intima della storia.

Mulan osserva il vecchio padre costretto a partire per la guerra, in seguito all’attacco di un’armata di Unni guidati da Shan Yu, e si rammarica di non essere nata maschio per risparmiare all’amato genitore la partenza. In seguito, sfodera la spada del padre, sulla quale sono incisi i logogrammi “leale, impavido e sincero”. Inizia così il suo viaggio alla scoperta della sua identità.

Nella seconda clip, gli spazi si allargano. Mulan, travestita da maschio, si prepara ad affrontare l’addestramento militare. Caro ci mostra così una prima scena di combattimento, indubbiamente molto interessante dal punto di vista coreografico, anche se in certi casi la pura azione risente un po’ delle inquadrature strette sui corpi in movimento.

La cosa che però colpisce è la scelta molto consapevole di rifarsi chiaramente alla tradizione del Wǔxiá – film di cappa e spada cinese noto per un tipo di combattimento armonico che sfida le leggi di gravità – ma di dare ai movimenti di Mulan un certo “peso”.

«Abbiamo deciso di usare i cavi il meno possibile. Questa Mulan doveva essere più collegata con il terreno, muoversi in modo più fisico e reale» ha detto Caro. Non sappiamo se nel film sarà possibile comunque ammirare i combattimenti volanti tipici del genere, ma la presenta di veri atleti e artisti delle arti marziali come Donnie Yen e Jet Li fa sicuramente ben sperare, dal punto di vista della pura azione. 

Con la terza scena la prospettiva si espande fino a dove la vista riesce ad arrivare. Si entra nel territorio dell’epica, con la grande battaglia campale contro gli Unni. Mulan e un gruppo di soldati partono all’inseguimento degli invasori in questa vasta distesa di terra tra le montagne, mentre le frecce fischiano e, malgrado non scorra una goccia di sangue, i colpi vanno decisamente a segno. Sarà interessante vedere come questo film Disney, pensato per un pubblico di bambini e ragazzi, scenderà a patti con il tema della guerra e della morte. 

L’addestramento di Mulan (Photo: Film Frame..© 2019 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved).

Mulan tra leggenda e realtà

«La prima cosa che mi ha sorpreso quando ho iniziato a lavorare al progetto», ha spiegato Caro, «è stato scoprire che il film animato “Mulan” non racconta la storia dell’originale Mulan, protagonista di un’antica ballata cinese del VI secolo. Si tratta di una storia popolare, conosciuta da ogni singolo bambino cinese, trasmessa di generazione in generazione. È stato necessario, innanzitutto, capire come raccontare questa figura in un film live action del 2020. Rendere reale questo viaggio per me è stato un privilegio». 

E in effetti, in Cina, Hua Mulan è un’eroina conosciutissima e leggendaria, al centro di un poema epico scritto nel periodo delle dinastie del nord. Si crede che sia stato originariamente composto dal filosofo cinese Liang Tao, ma l’opera originale non esiste più e la storia ha subito messo radici nella tradizione orale del Paese

Proprio per questo, realizzare oggi un film come “Mulan” significa entrare in un territorio difficile da percorrere. Non si tratta solo di evitare rappresentazioni stereotipate o offensive, anche eliminando il personaggio del draghetto Mushu, questione che in conferenza stampa è stata affrontata con diplomazia e archiviata con frasi di circostanza («Volevo onorare il film d’animazione. Mushu non poteva essere ricreato perché è era così perfetto nel film di animazione», ha detto Caro). 

Il pericolo di appropriazione culturale è indubbiamente dietro l’angolo. Si tratta di una questione molto complessa e articolata, ora che il mercato cinese è diventato fondamentale per il successo di un grande blockbuster. Inoltre, bisogna considerare anche il tema della rappresentazione e dell’inclusione. Mulan è tanto un modello eroico universale, quanto una figura in cui le ragazze e i ragazzi occidentali di origine cinese potranno identificarsi. Un personaggio dall’impatto culturale inevitabile, in quanto “Principessa Disney” senza essere principessa, lontanissima dai soliti canoni. Realizzare un nuovo film di “Mulan” oggi è sicuramente una sfida, e basta pochissimo per vincerla o perderla.  

«Non è la prima volta che lavoro su un film che parla di una cultura diversa dalla mia e sento la responsabilità nell’assicurare che ci sia specificità culturale» ha detto Niki Caro riferendosi a “La signora delle balene”, apprezzatissimo film ispirato alla cultura māori e vincitore di numerosi premi internazionali.

«Io e i miei collaboratori abbiamo fatto ricerche approfondite in tal senso. Quello che ho imparato da “La ragazza delle balene” è che più si entra culturalmente nello specifico, più si arriva all’universale. E in questo caso, l’aspetto universalmente comprensibile della storia di Mulan è l’assoluta devozione verso propria famiglia».

Un Wǔxiá per ragazzi?

Caro ha raccontato che non è stato facile trovare l’attrice in grado di impersonare l’eroina. «Abbiamo cercato ovunque. Setacciato ogni villaggio cinese, ogni paese del mondo. Dopo un anno non eravamo ancora riusciti a trovare la persona giusta» ha raccontato Caro. 

«Abbiamo deciso di ricominciare tutto da capo. Siamo tornati in Cina e abbiamo contattato di nuovo le attrici che all’epoca non erano disponibili. E così abbiamo trovato Liu Yifei. Questa giovane attrice è NATA per essere Mulan. È un talento straordinario. Dal punto di vista fisico, ha realizzato la maggior parte degli stunt. È molto abile con la spada, nelle arti marziali, è un’ottima cavallerizza e sa anche cantare». 

Da quello che abbiamo visto e sentito, sembra che Caro e Disney abbiamo voluto tentare di realizzare una sorta di “Wǔxiá per ragazzi”, cercando un compromesso tra leggerezza irreale dell’azione nei film di cappa e spada cinesi e fisicità dell’azione occidentale. Non a caso, nella produzione è stato coinvolto William Kong, già tra i produttori di “La tigre e il dragone”, il film che ha reso famoso il genere nella cultura di massa occidentale. 

«William è stata la prima persona con cui ho parlato di questo film, è diventato per me un mentore, un padrino nella lavorazione del film stesso» ha rivelato Caro.

La battaglia campale (Photo: Film Frame..© 2019 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved).

Questioni di genere e di generi

A questo punto, è arrivata inevitabile (si fa per dire) , da parte del moderatore Francesco Alò, la domanda forse meno opportuna che si potesse fare in questo periodo storico. Ora, sappiamo che Mulan si traveste da uomo per poter entrare nell’esercito e combattere per la sua famiglia. Il giornalista ha quindi chiesto se «una SIGNORA REGISTA»  debba «travestirsi da REGISTA UOMO» per girare le scene d’azione. Ah, che matte risate, signora mia

Ora, anche nel caso in cui ci fosse da parte del moderatore solo la volontà di fare una battuta divertente o provocare una risposta sagace da parte della regista, non credo sia possibile sorvolare sull’uso decisamente problematico dei termini usati, che rimandano a un preciso campo semantico e discriminatorio. Perché essere ancora qui, nel 2020, a discutere del legame tra genere e “film di genere” (scusate i gioco di parole) è sintomo di una cultura malata e machista persa in un circolo vizioso. E coloro che lavorano in ambito culturale che devono farsi carico, prima degli altri, del cambiamento. 

Niki Caro, naturalmente, non ha usato giri di parole ed è andata dritta al punto: «A proposito di travestimenti, questa è una domanda travestita, perché in realtà si sta chiedendo a una donna regista come possa riuscire a fare dei film d’azione. Non c’è stato nulla di più naturale, per me». 

«Non avevo mai girato film d’azione prima d’oro a e credo che, a volte, alcuni di questi film siano interessati a essere “cool”. Ogni scena d’azione, in questo caso, è strettamente collegata al personaggio di Mulan, alla sua storia, al suo viaggio. Doveva risultare molto reale. E comunque, Mulan è davvero una che spacca i culi». 

Durante l’incontro, Caro ha affrontato anche il tema dell’identità, centrale in un’opera come “Mulan”.

Caro ha spiegato: «Sulla spada di suo padre sono incise le parole “leale, impavido e sincero”. In tutto il film, Mulan dà prova di essere impavida e leale, ma finché è mascherata da uomo non può essere sincera. Soltanto mostrando la sua vera identità riesce a essere forte e magnifica. È questo il mio messaggio al mondo»

E ha continuato: «La ragione per la quale ho voluto raccontare questa storia in modo così appassionato risiede nella figura di Mulan stessa. La vediamo compiere questo cammino che la porterà a diventare, da ragazzina di villaggio, a guerriera e eroina di un Paese. E sebbene sia un personaggio femminile, c’è un’assoluta fluidità di genere della sua storia emblematica, che la rende valida per tutti».

“Mulan” uscirà nelle sale italiane il 26 marzo 2020.

Yifei Liu nel ruolo di Mulan ´Photo: Film Frame..© 2019 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved).

 

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