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  • Nada: È un momento difficile, tesoro

    Woodworm / none

    Data di uscita: 18-01-2019

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Bisogna conoscere tutti i lati più oscuri del proprio Io per poter trovare la strada. È questo il messaggio che emerge da “È un momento difficile tesoro“, il nuovo disco di Nada Malanima pubblicato il 18 gennaio per Woodworm e distribuito da Artist First.

Dieci tracce in cui l’artista toscana compie una vera e propria discesa nel suo abisso più nero, vomitando frammenti di malessere, disperazione, ossessione, rendendoli in musica sotto forma di filastrocche martellanti, disturbanti e inquiete. Un’atmosfera scura che sembra entrarti nelle viscere fin dal primo ascolto in cui l’artista, attraverso le parole, ti spinge prepotentemente dentro il suo inferno quotidiano raccontandolo con la leggerezza disarmante di chi sa convivere con i propri tormenti fino a riuscire a esorcizzarli.

Nel disco, che vede il ritorno alla produzione di John Parish (collaboratore storico di Pj Harvey) dopo il capolavoro “Tutto l’amore che mi manca” datato 2004, l’assetto musicale è minimale ed impreziosito da piccole finezze come gli interventi di tromba semplicemente perfetti di Pete Judje, senza mai rompere (al contrario di quanto fatto in alcuni lavori precedenti) il mood dark creato dalla prima all’ultima nota.
La traccia di apertura, quella che dà nome all’intero progetto, è il biglietto da visita ideale per entrare nell’atmosfera dell’album con una presa di coscienza nell’attraversare, appunto, un momento di difficile.
La staticità iniziale si sblocca subito con “All’ultimo sparo” e “Due giorni sul mare“, brani che fanno da preludio al gioiello dell’album “Madre“, in cui la cantante, con un sound pazzesco e una cantilena perturbata  si proietta nuovamente nel grembo materno, brancolando nel buio sotto la protezione della madre (ora scomparsa), ricongiungendosi con lei dopo anni non semplici. Il pezzo che segue, il singolo di lancio “Dove sono i tuoi occhi“, è uno straordinario urlo disperato rivolto a chi non può essere più presente, ed è proprio qui che si arriva al punto massimo di tensione dell’intero progetto per poi iniziare una lenta, difficile, risalita dall’abisso con “Disgregata“, “Stasera non piove” e “Macchine viaggianti“, fino ad arrivare a “Lavori in corso“, dove in un giro semplicissimo di tre accordi la cantante cerca il modo di ricominciare, riprendere il cammino interrotto, cercando di imboccare nuovamente quel sentiero che, spesso, non si riesce a trovare. Con il tema della ricerca di se stessi, unica linfa vitale per poter sopravvivere, si chiude il disco, raffigurato con “Un angelo caduto dal cielo” (meravigliosa autocitazione), straniante manifesto alla vita che non deve arrestarsi fino a che non si è trovata la propria dimensione.

In un periodo dove non si riesce più a percepire il confine tra indie e Itpop, Nada per l’ennesima volta dà prova lampante di quanto sia importante creare un’opera libera da ogni canone, da ogni logica, da ogni tendenza o flessione. Un disco vero, frutto di un’urgenza espressiva reale, sentita. Un prodotto artistico autentico e necessario, sempre più raro da trovare, purtroppo, nel panorama musicale di oggi.

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