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Ricette dal Cinema: zuppa d’estate con la Bestia

C’era una volta nel cuore segreto della Francia un principe giovane e bello che viveva in un castello splendido. Sebbene avesse tutto ciò che si può desiderare, il principe era egoista e villano.
Egli tassava il villaggio per avere nel suo castello le cose più belle e alle sue feste le persone più belle.
Con queste parole la voce fuori campo ci introduce nel live action di un lungometraggio animato molto amato, ventisei anni dopo la sua uscita nelle sale: “La Bella E La Bestia” (Beauty and the Beast) secondo la regia di Bill Condon.
La storia è ambientata a Villeneuve (nome ispirato all’autrice della fiaba originale Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve), un paesino immaginario della Francia della seconda metà del XVIII secolo, in cui la vita scorre lenta e monotona. Qui vivono Belle (Emma Watson) e suo padre Maurice (Kevin Kline): la ragazza sogna per sé una vita diversa e avventurosa e il solo modo che sembra avere per viverla è cercarla nei pochi libri presenti nel paese, mentre, mosso dal suo forte istinto di protezione, il padre inventore crea per lei carillon di posti lontani per farle vedere il mondo senza lasciarla allontanare.
Un giorno Maurice si rifugia in un castello in rovina, ricoperto di neve a giugno, dopo essere stato attaccato da un branco di lupi: il padrone del castello è la Bestia (Dan Stevens) che, infuriato per l’intrusione e il furto di una rosa dal giardino, rinchiude l’uomo nella prigione sulla torre. Vedendo rincasare solo il cavallo Belle si fa condurre da lui per raggiungere il padre e, con un trucco innocente, ne prende il posto: sceglie di scontarne la pena trovandosi ospite forzata in quel luogo, di cui presto conosce il maleficio, con abitanti trasformati in oggetti e il padrone che sembra un mostro sgarbato e senza cuore.
Belle non si piega agli ordini impartiti dalla Bestia presa solo dall’ira, rivelando il suo carattere determinato mediante il quale riesce a farsi benvolere dagli abitanti della casa che le organizzano, nonostante l’esplicito divieto, una cena luculliana per convincerla a non tentare di fuggire.
Mentre viene riaccompagnata in camera, Belle riesce a intrufolarsi nell’ala ovest del castello, vedendo l’epicentro del maleficio e toccando la Rosa con i petali cadenti che ne è il simbolo e il cronometro. Questo scatena le ire della Bestia e la ragazza, spaventata, fugge con il cavallo rimanendo però vittima di un agguato da parte dei lupi: è la Bestia stessa a salvarla, riportando per questo delle ferite, e Belle inizia a scorgere nel suo carceriere-salvatore il lato più gentile e generoso, sciogliendo la diffidenza iniziale. La comune passione per i libri fa sì che tra i due inizi ad instaurarsi una tenera amicizia, tanto che il candelabro Lumiere (Ewan McGregor), l’orologio Tockins (Ian McKellen), la teiera Mrs Brick (Emma Thompson) e tutti gli altri iniziano a sperare che lei sia quella giusta che potrà rompere l’incantesimo.
Nel frattempo Maurice torna al villaggio chiedendo aiuto per salvare la figlia da una bestia: tutti lo deridono, solo il capitano Gaston (Luke Evans), cacciatore e ufficiale napoleonico che vuole avere Belle come moglie, sembra credergli e decide di aiutalo insieme al fido amico Le Tont (Josh Gad). Durante la spedizione Gaston rivela a Maurice, che non riesce a trovare la strada per il castello, di averlo seguito solo per avere la figlia in moglie e al rifiuto del padre decide di legarlo ad un albero per farlo sbranare dai lupi, con sommo orrore di Le Tont. Maurice riuscirà a salvarsi ma al rientro al villaggio nessuno crede alle sue accuse e viene rinchiuso per essere portato al manicomio.
Nel mentre al castello Belle viene presa dalla nostalgia e si confida con la Bestia
[Bestia] Credi di poter essere felice qui?
[Belle] Si può essere felici se non si è liberi?
Mediante lo specchio magico lasciato dalla maga che ha lanciato il maleficio sul castello, Belle vede il padre nel momento in cui al villaggio stanno cercando di rinchiuderlo: Bestia le dice di correre da lui, lasciandole lo specchio per permetterle di vederlo quando lo desidera. Lui la ama, ma sono tutti rimasti ancora degli oggetti: lei non lo ama?
Questo Live Action non reinventa quasi nulla, e laddove lo fa, nel prologo settecentesco, nell’introduzione di un paio di personaggi e di alcuni interpreti, non opera modifiche particolarmente incisive, segue piuttosto alla lettera la precedente versione animata, che si è valsa per prima in assoluto la nomination all’Oscar come Miglior Film, riprendendone il copione, il libretto musicale, le stesse inquadrature. È un grande omaggio al film d’animazione e ha la capacità di trasportare con sé anche la magia di una storia immortale che parla di noi, degli esseri umani e del modo di relazionarsi e di vedere le persone.
Il cibo in questo film svolge molti ruoli: nella canzone iniziale vediamo come nel villaggio si faccia normalmente la spesa di ciò che è necessario per sfamarsi; Gaston, mostrando la sua completa noncuranza, pesta l’orto di Belle, col sommo sgomento di lei, per seguirla e consigliarla di divenire sua moglie; Maurice prima e Belle dopo, rischiano di divenire il cibo per i lupi nel bosco; nella locanda del villaggio vediamo come tutti gli abitanti si ritrovano per bere boccali di birra e cantare assieme le eroiche imprese del prode Gaston.
La sera dell’arrivo di Belle al castello la Bestia, dietro suggerimento di Lumiere, offre la cena la ragazza risultando però più imperativo che desideroso di conoscerla: le battute che seguono mostrano come, in questo caso, il cibo è divenuto quasi una lotta al potere
[Belle] Morirò di fame piuttosto che cenare con lei
[Bestia] Come vuole, muoia pure di fame! Se non mangia con me non mangerà affatto!
Nel corso del film la conoscenza tra i due personaggi si fa via via più intima e anche il pasto diventa un momento condiviso che ci mostra come Bestia stia pian piano riprendendo gli atteggiamenti della buona educazione e di come Belle si stia avvicinando a lui: li vediamo cenare seduti vicini bevendo entrambi dal loro piatto la zuppa, visto che le zampe di Bestia non hanno la capacità di reggere le posate.
Che ne dite di ricreare, per la nostra rubrica Ricette dal Cinema, proprio quest’ultimo piatto immaginando sia una Zuppa Estiva di Rape Rosse?

 

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Ecco gli Ingredienti per 4 persone:
 
2 rape rosse (barbabietole cotte)
1 cipolla rossa di Tropea
2 piccole patate
4 foglie di alloro
700 ml di brodo vegetale
erba cipollina
sale marino integrale
olio extravergine di oliva
100 g di yogurt (per decorare)
 
Cuociamo le rape rosse in pentola a pressione per circa un’ora, oppure utilizziamo le rape già precotte che troviamo nel banco frigo del supermercato, solitamente in confezione sottovuoto.
Tagliamo la cipolla a fettine sottili e facciamola stufare in casseruola con un cucchiaio di olio e un paio di cucchiai di acqua per una decina di minuti. Nel mentre affettiamo le patate molto sottilmente e poi aggiungiamole alla cipolla con un po’ di brodo vegetale affinchè diventino tenere. A questo punto uniamo le barbabietole rosse tagliate a dadini, facciamo insaporire unendo le foglie di alloro e il brodo vegetale rimanente. Lasciamo cucinare il tutto per circa 15 minuti, dopodiché spegniamo il fuoco, togliamo le foglie di alloro e frulliamo per bene. Serviamo la Zuppa tiepida, decorando con lo yogurt e di pezzetti di erba cipollina aggiungendo, se lo gradite, una manciata di semi vari (zucca, Lino, canapa)
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