Home > Rubriche > Ricette dal cinema > Ricette dal Cinema: Ogni Maledetto Natale

Ricette dal Cinema: Ogni Maledetto Natale

Correlati

50.000 anni fa
Vigilia di Natale
In un certo senso il Natale esiste da sempre.
Freddo, buio, angoscia. Il Natale era questo, il momento più spaventoso dell’anno.
Il sole sarebbe riapparso? Il calore e la vita sarebbero tornati? L’uomo primitivo non lo sapeva, la paura lo dominava. Come reagiva? Con feste ed eccessi come sempre accade nei momenti di grande incertezza. Era il primo Natale.

Anche nell’antica Roma i giorni più bui dell’anno erano caratterizzati da uno scatenato periodo di banchetti e di eccessi di ogni tipo: i Saturnali. La festa culminava il 25 dicembre.
In quei giorni ci si abbandonava a giochi d’azzardo che dovevano favorire amicizia e coesione sociale. Anche questo era Natale.

Spreco, fuochi, luci, banchetti, eccessi. Il Natale è rimasto lo stesso: il momento più spaventoso dell’anno.

Con questo excursus sulle “tradizioni” del Natale inizia Ogni Maledetto Natale, secondo la regia di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo.

Massimo Marinelli Lops (Alessandro Cattelan)  viene aggredito da un Babbo Natale in un vicolo romano. Viene soccorso da Giulia Colardo (Alessandra Mastronardi), ed è subito colpo di fulmine. I due si frequentano per tre giorni prima di parlare dell’imminente Natale: Massimo ha un problema con questa festività da sempre e, all’invito di Giulia a trascorrere la vigilia in campagna con la sua famiglia, declina. I due non si vedono per i tre giorni successivi, fino a quando Massimo raggiunge in bicicletta Giulia proprio il pomeriggio del 24 mentre sta caricando i bagagli in auto: decide di partire con lei seduta stante, esattamente così com’è.

[Massimo] forse sarà il primo Natale normale, umano, della mia vita

Arrivata a casa Giulia trova un momento di confusione: il padre è chiuso in camera perché lo zio ha deciso di far fare la Vigilia alla famiglia stretta per conto loro, i fratelli sono in salotto che, mentre puliscono il fucile o tirano a boxe, si preparano per la riffa del paese.
Mentre Giulia si reca dalle donne della famiglia Massimo viene rapito da Rino (Stefano Fresi), Tiziano (Valerio Mastandrea) e Gaetano (Andrea Sartoretti), rispettivamente fratelli e cognato della ragazza:  lo portano alla riffa al bar del paese e per farlo partecipare gli danno un biglietto. Proprio quello si rivelerà il biglietto vincente: Massimo vince la bestia, un miniportatile agognato da tutto il paese, sotto lo sguardo orgoglioso di Tiziano e Gaetano.
Tornando verso casa i Colardo lo lasciano lungo il bosco: in macchina o ci sta lui o la legna. Massimo non sa dove andare, chiede, in preda alla paura, indicazioni ad una luce che lo sta raggiungendo scoprendo che è Giulia che si sta recando dallo zio Sauro (Corrado Guzzanti). Arrivati trovano zio Fano (Marco Giallini) che intrattiene Massimo mentre Giulia sale a parlare con lo zio senza esito.
Mentre stanno tornando a casa attraverso per il bosco s’imbattono nella processione della famiglia Colardo capeggiata dal padre Aldo (Francesco Pannofino) che sta andando a confrontarsi col fratello Sauro. Dopo un gran battibecco la situazione si sistema grazie a Massimo, uno “sfortunato viandante” da accogliere la sera di Natale: il ragazzo sta al gioco intuendo di poter in questo modo contribuire alla risoluzione della brutta faccenda familiare.
Tutti si recano a casa di Aldo, dove il padre e il sindaco vogliono convincere Giulia a candidarsi come prossimo sindaco del paese.
Inizia la cena di Natale e Massimo si trova seduto tra la nonna e zio Fano, molto distante da Giulia. L’antipasto lo fa rabbrividire, gli presentano ghiandola di lepre, tanto che non mangia nulla durante il pasto “troppo appassionato”, come viene definito da Aldo nel Gioco del Perdono.
Viene osservato da tutti e all’annuncio, anzitempo, della candidatura di Giulia a sindaco la madre Maria (Laura Morante) chiede il suo parere che è, ovviamente, in disaccordo con quello di tutti gli altri: in corner Massimo modifica il suo punto di vista dicendo che lui non sa nulla e che il suo punto di vista non ha alcun peso, tesi avvalorata dal fatto che tutti credono sia il paziente di una comunità di recupero.
Mentre Maria e altre donne si recano alla messa di mezzanotte, il resto della famiglia, Giulia e Massimo compresi, restano per giocare a Spurchiafiletto a coppie, gioco “preciso identico a Spurchiafiletto normale ma a coppie”. Massimo non vuole giocare perché non sa cosa si deve fare e la bambina gli spiega le regole come fosse un imbecille. Ovviamente, essendo in coppia Massimo, Tiziano perde miseramente, rovinando la sua imbattibilità durata per ben 6 anni.
Nel parapiglia che si viene a creare entra improvvisamente uno dei bambini annunciando l’arrivo dei cinghiali: Aldo ha promesso alla moglie di non fare poste notturne, ma si sente combattuto tra il dovere verso la moglie e la memoria del padre che ogni Natale organizzava la posta al cinghiale. Decide di onorare il padre e tutti gli uomini si precipitano fuori per la caccia, anche Massimo a cui viene dato il compito di battitore. Durante la caccia è proprio lui a trovarsi faccia a faccia col cinghiale che lo carica: mentre cerca di scappare cade a terra e pensa di essere spacciato ma viene salvato con un colpo di fucile sparato da Gaetano.
Aldo, esaltato dalla riuscita della posta, prende la grappa allucinogena alla vipera e sotto effetto dell’alcool Massimo dice la cosa sbagliata al momento sbagliato, stanco del continuo sfottere della famiglia Colardo: dice che Giulia può aspirare a qualcosa di meglio che esser sindaco di Cucuia, che deve emanciparsi dalla sua famiglia, e, incalzato da Aldo che crede che lui sia pieno di debiti e senza lavoro, rivela di appartenere ad una delle 5 famiglie più ricche d’italia. Al rientro di Maria tutti danno fuori di matto a causa della posta e Massimo viene mandato via in malo modo da Giulia che gli consegna le chiavi della sua auto.

Durante il viaggio verso casa dei suoi Massimo viene rapinato anche dell’auto da un altro Babbo Natale e si trova costretto a farsi venire a prendere da un autista della sua famiglia.

Arrivato alla villa Marinelli Lops, Massimo si incontra col padre Marc’Antonio (Francesco Pannofino) che lo vuole convincere ad andare a dirigere la sede di San Paolo del Brasile al posto del fratello maggiore Baldovino (Valerio Mastandrea) che ultimamente si è fatto prendere troppo la mano dalla religione.

[Marcantonio] Il Natale è un brand allegro, non religioso. Spirituale ma in modo vago. Vuoto, diciamo. Cosa c’entra il Natale con la religione? Noi non siamo religiosi, siamo fornai!

Massimo non vuole prendere il posto del fratello, farlo rimanere male, quindi alle strette si accorda di accettare il posto solo se i profitti di Baldovino non superano una determinata percentuale.
Ludovica (Laura Morante) sta organizzando l’entrata spettacolare di Babbo Natale e ne parla con il capo della servitù filippino, Benji (Corrado Guzzanti). “Per lei il Natale non è solo forma, non è solo beneficenza, per lei il Natale è tutto”.
Ha organizzato una donazione milionaria alla Caritam, importante associazione benefica, con tanto di gigantografia dell’assegnato e foto di rito con tutta la famiglia.
Arriva anche lo zio Pierre (Marco Giallini) che non ci nasconde di non essere troppo entusiasta di partecipare al pranzo, ma che lo maschera bene portando con 1700 euro di pesce da far cucinare al cuoco e aggiungere al menù.
Accade l’impensabile: il filippino vestito da Babbo Natale si butta giù dal terzo piano. E’ un suicidio o no?
Arrivano due poliziotti (Stefano Fresi e Andrea Sartoretti) per condurre le indagini.

[poliziotto 1] E’ Natale, a Natale la gente impazzisce.
[poliziotto 2] cioè, perché ti vesti da Babbo Natale se ti devi buttare di sotto?
[poliziotto 1] Natale è il momento più angosciante dell’anno. Te l’ho detto che la chiamano..
[poliziotto 2] Festa della Tenebre, si. me l’hai detto prima in macchina, ricordi?

Inaspettatamente arriva Giulia e lei e Massimo s’incontrano: la ragazza sta andando con amici in un rifugio e lo invita a passare il Natale con loro, ma Massimo rifiuta amareggiato da come lei lo ha mandato via la notte prima. Decidono di non vedersi più e mentre Giulia cerca di andarsene viene fermata per la conduzione delle indagini.
Tutta la famiglia va in subbuglio: Ludovica non vuole più continuare col pranzo di Natale e decide di dare tutti i regali alla Caritam, Aldo non vuole più dare nulla all’associazione benefica, Pierre insiste per continuare con i programmi organizzati supportato da tutta la servitù filippina e Tiziana (Caterina Guzzanti), sorella di Massimo, va fuori di testa vaneggiando di essere innamorata del filippino deceduto e di essere addirittura incinta di lui.
Mentre i poliziotti interrogano anche Giulia, che chiede solo di poter tornare a casa visto che è stata lasciata da Massimo, entra Benji con una cameriera filippina e una lettera indicando di aver trovato la soluzione al mistero.

Cosa sarà successo al filippino? E i risultati da San Paolo saranno positivi o Massimo sceglierà di sostituire il fratello? Cosa accadrà a Giulia?

Tornerà il sole? Dopo l’inverno torneranno il calore e la primavera? Gli antichi non lo sapevano. Noi, con ragionevole approssimazione, sì.
Noi conosciamo le leggi di Kepler sui moti dei pianeti, sappiamo quando e perché il sole torna, e alcune altre cose. Sono piccoli passi avanti ma alcune risposte ancora non ne abbiamo. Può l’amore resistere al Natale? E’ molto difficile ma pare che qualcuno, una volta, ce l’abbia fatta.

In questa irriverente ma divertente commedia il vero punto forte è caratterizzato dall’intuito geniale di utilizzare gli stessi attori per le due famiglie: vedere come vengono caratterizzati i personaggi in modo diametralmente opposto ci fa apprezzare il magistrale lavoro dei protagonisti.

Anche i momenti del pasto sono nettamente contrapposti nelle due famiglie: nella Tuscia inizialmente i Colardo di Sauro cominciano la loro cena di Natale senza tenere in considerazione i Colardo di Aldo, per poi unificarla a casa di Aldo dopo la riconciliazione. Il primo piatto servito è la Ghiandola di Lepre, frattaglia bianca che non si ci si aspetta come antipasto e che lascia interdetto il nostro Massimo mentre viene avidamente consumata da zio Fano al punto da mangiare anche quelle del vicino. Immancabili i cappelletti (3000, preparati per l’occasione) in brodo che fanno tanto cucina della tradizione. Vediamo poi i Colardo bere la Grappa alla Vipera, liquore di origine trentina dove viene ancora prodotto, e gustarsi un panettone.
Alla grande Villa miliardaria Marinelli Lops, invece, assistiamo a una sorta di invito a pranzo con delitto e sentiamo solo parlare del cibo: assistiamo a come la padrona di casa e il cognato hanno dei punti di vista nettamente contrari sul fare o meno il pranzo di Natale, visti gli accadimenti, ma alla fine questo pasto si terrà anche se lo vediamo solo sotto forma di tutti i commensali seduti a tavola e impegnati in un brindisi.

Per questa settimana speciale di Ricette dal Cinema ho pensato di proporvi un intero menù replicabile per i prossimi giorni di festa in cui la possibilità di sperimentare, pur restando nella tradizione, di sicuro non mancherà. Invece dei cappelletti, vi propongo i Tortelli d’Erbette come primo piatto, Stinco di Vitello glassato come secondo e come dolce il Tiramisù di Pandoro. Pronti? Cuciniamo!

Tortelli alle Erbette
Ricette da Cinema - primo
Ingredienti per 4 persone:

Per la sfoglia
3 uova
1 tuorlo
300 g di farina “0”
40 g di farina di semola di grano duro

Per il ripieno
1/2 kg di erbette
200 g di ricotta
100 g di grana
sale
pepe

Per il condimento
burro
grana grattugiato

Iniziamo con la preparazione del ripieno. Mondiamo e laviamo le erbette mentre portiamo ad ebollizione una grossa pentola d’acqua leggermente salata. Scottiamo le erbette per un paio di minuti, scoliamole ben bene e tritiamole prima di riporli in una ciotola ancora tiepidi spolverizzandole con un po’ di pepe, giusto una manciatina. Aggiungiamo il grana grattugiato e la ricotta amalgamando bene il tutto. Lasciamo riposare e mentre prepariamo la pasta.

Setacciamo le farine sulla spianatoia di legno facendo la fontana e versiamo al centro un pizzico di sale e poi le uova.
Iniziamo ad amalgamare le uova con la farina usando una forchetta, poi continuiamo a lavorare la pasta con le mani. Se l’impasto sembra troppo appiccicoso uniamo altra farina, mentre se fosse troppo sodo bagnamo con un goccio di vino bianco secco o di acqua; questo può succedere perché le uova, soprattutto quelle bio, non sono tutte uguali a volte sono molto grandi a volte molto piccole.
Lavoriamo per almeno 10 minuti la pasta energicamente con il palmo della mano, sbattendola ogni tanto sulla spianatoia per renderla più elastica: dovrà risultare liscia ed omogenea.
Formiamo una palla e ricopriamola con la pellicola alimentare lasciandola poi riposare almeno 30 minuto.
Terminato il riposo possiamo  stendere la pasta: possiamo farlo con la Nonna Papera, ovvero la macchinetta sfogliatrice a manovella, oppure usando il mattarello.
Stendiamo una lingua di sfoglia da 5 cm sul piano infarinato, appoggiamo una noce di ripieno verso la parte bassa della sfoglia e via via tutte le altre distanziandoci di circa 2 cm. Rigiriamo la sfoglia in modo da coprire del tutto il ripieno e la sfoglia sottostante facendola aderire bene pizzicando la sfoglia tra un ripieno e l’altro. Rifiliamo il tortello con la rotella da sfoglia rimanendo equidistanti dal ripieno di quello a fianco.
Caliamo i tortelli in abbondante acqua salata e lasciamoli cucinare per 8/10 minuti a seconda della dimensione: scoliamoli ben bene con la mandolina e riponiamoli nel piatto da portata. A questo punto passiamo ogni strato di tortelli col burro e spolverizziamolo di formaggio grattugiato. Et Voilà, consumiamoli ben caldi!


Stinco di Vitello Glassato

Ricette dal Cinema - secondo
Ingredienti:

2kg stinco
2 spicchi  aglio
1 bicchiere  vino bianco secco
1 rametto rosmarino
3  melagrane
300g di cipolline borettane
20g burro
1 cucchiaio zucchero
olio extravergine d’oliva q.b.
sale q.b.
pepe q.b.

Iniziamo ungendo lo stinco con un filo d’olio e spolverizzandolo con sale e pepe. Trasferiamolo in una pirofila unta con 30 g di burro, gli spicchi d’aglio schiacciati e non spellati e il rametto di rosmarino. Mettiamo la pirofila in forno preriscaldato a 230°C per 10-15 minuti, poi irroriamolo con il vino bianco da lasciar quasi completamente evaporare. Copriamo con un foglio di alluminio, abbassiamo la temperatura a 160°C e proseguiamo la cottura per un’ora e mezza.

Nel frattempo tagliamo sgraniamo una melagrana e ricaviamo il succo dalle altre due. Irroriamo lo stinco con 2/3 del succo delle melagrane, chiudiamo nuovamente con l’alluminio e proseguiamo la cottura per un’altra ora. Di tanto in tanto, irroriamo la carne con il fondo di cottura. A questo punto togliamo l’alluminio e proseguiamo con la cottura dello stinco per un’altra ora, continuando d irrorare con il suo sughetto.

Intanto in una padella sciogliamo il burro, uniamo le cipolline ponendole su un unico strato, spolverizziamole con lo zucchero e rosoliamole a fuoco medio/alto su entrambi i lati per circa 3 minuti. aggiungiamo il succo di melagrana rimasto, mettiamo il coperchio e procediamo la cottura per altri 20 minuti regolando di sale e pepe.
Uniamo le cipolline allo stinco, eliminiamo l’agio e facciamo insaporire il tutto in forno per gli ultimi 5 minuti.

Trasferiamo stinco, cipolline e fondo di cottura su un grande piatto da portata decorando con i chicchi i melagrana. Pronto!

Tiramisù di Pandoro
Ricette dal Cinema - dolce
Ingredienti:

250g  pandoro a fette
2  uova
300g  mascarpone
2 cucchiai  zucchero
1 bicchiere  caffe’ lasciato raffreddare (meglio se da moka)
50g croccante di mandorle
2 cucchiai  brandy
40g cioccolato fondente
q.b.  sale

Iniziamo preparando la crema. Dopo aver separato tuorli e albumi, sbattiamo i primi con lo zucchero con l frusta elettrica fino ad ottenere un composto spumoso al quale aggiungiamo il mascarpone freddo e il brandy mescolando delicatamente.
Montiamo gli albumi con un pizzico di sale e poi amalgamiamoli alla crema di mascarpone sempre con estrema delicatezza per non far smontare gli ingredienti.

Assembliamo il dolce: mettiamo le fette di pandoro sul fondo di una pirofila, bagniamo con un po’ di caffè e aggiungiamoci uno strato della crema preparata. Continuiamo con gli strati fino al termine degli ingredienti.
Spezzettiamo il croccante e distribuiamolo lungo i bordi del tiramisù. Raschiamo il cioccolato con un pelapatate in modo da ottenere dei riccioli e distribuiamoli sulla superficie del dolce.
Mettiamo la pirofila coperta in frigo per almeno due ore prima di servirlo.

Io penso che  i Colardo e i Marinelli Lops si troverebbero d’accordo davanti ad un menù di questo tipo. E voi?

Ricette dal Cinema Bon Appetit - primo

Scroll To Top