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Roberto Sarno: Prova Zero, il nuovo album brano per brano

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Roberto Sarno è romano di nascita, toscano di adozione. E in tanti anni di carriera sono numerose le derive artistiche del suo suono, delle forme e delle melodie. L’approdo sicuro per un cantautore come Roberto Sarno par essere oggi l’intimità digitale della sua parola, del suo sentire. E non è un caso che in questo nuovo disco non ci sono inediti ma solo brani che ha scritto nel tempo e che forse oggi deve rivestire in questo suono nuovo per riconoscerseli addosso. Ed è così che con Marco Mafucci costruisce e pubblica questo lavoro dal titolo “Prova Zero”, messo in circolazione dalla RadiciMusic di Firenze in uno splendido digipack dalla grafica preziosa. E sono sensazioni lo-fi di una voce liquida che scivola. E c’è l’omaggio a Motta tra questa inedita estetica per Sarno che decide di fare sua anche un singolo come “Abbiamo Vinto Un’altra Guerra”. C’è una coerenza ed un’amalgama per tutto l’ascolto che pare davvero di ascoltarle per la prima volta queste canzoni… o sentire per davvero, questa volta.

Roberto Sarno, “Prova Zero” brano per brano

Il Tempo Che Brucia Sull’asfalto

La sofferenza delle persone care ci accompagna anche quando si è molto distanti. Ci lacera il cuore, vorremmo essere lì per combattere insieme, per essere di aiuto; non ci si riesce a concentrare sulle cose per le quali si è viaggiato e siamo andati lontano. Poi quando si torna, quando si è di nuovo lì, spesso accade che non si riesca a trovare la sintonia, che non sia comprensibile il motivo di certe azioni, ed è come essere ancora lontani.

Come Per Sempre

Le malattie importanti hanno esito con la morte e presto tardi che arrivi essa è sempre inesorabilmente inattesa. Fantasticare su come sarebbe stato era un tentativo di stemperare la realtà, il dopo non era immaginabile. Ecco perché il tono non rappresenta il vuoto, ma piuttosto il ricordo vivo di ciò che era al momento.

Abbiamo Vinto Un’altra Guerra

Cantare il pezzo di Motta è stato come confrontarsi con un’altra generazione, con un modo di scrivere diverso dal mio, ma non così lontano. Il tema che io ho colto è la resa verso l’incapacità di gestire un conflitto, la paura del giudizio degli altri e il tentativo di chiudersi insieme per l’ultima volta.

Fragole

Un conflitto aperto tra la propria intimità e il mondo circostante, la consapevolezza che alcuni piaceri effimeri non sono che una ricerca convulsa di endorfina, in contrasto con la volontà di trovare soddisfazioni più profonde che alimentino la serenità dell’anima.

Io Sono Qui

È un momento della sera quando la stanchezza della lotta contro la propria debolezza psicologica si fa sentire e si tende a crollare, a cedere il passo al pensiero negativo. Ma è la stessa consapevolezza che apre uno spiraglio di vita. A volte è proprio quando si tocca il fondo che si trova la forza di risalire.

Bubù

È la bellezza spensierata dei bambini, dei loro primi attriti con l’esterno, della loro dolcezza, dei loro sogni ad occhi aperti che da adulti facciamo sempre di meno. Se ci fermiamo a osservare i loro semplici gesti ci incuriosiamo e ci apriamo al nostro cuore, rallentiamo e troviamo pace.

Cadere Sola

È la proiezione dell’attimo in cui immagini di essere tradito e ti convinci che non può essere vero. In quell’istante realizzi che la forza delle gioie che hai condiviso e la potenza del tormento dei suoi dolori incollano più del cuore.

Luna

La brutale consapevolezza di una presenza troppo ingombrante provoca un rigurgito incondizionato e istintivo. Successivamente gli spazi si aprono e si può scendere nel profondo, si segue per qualche momento l’infinita attrazione della conoscenza e nell’attimo in cui ci si arrende all’ignoto ci si siede a guardare intorno.

Il Silenzio Intorno

È il richiamo delle cose semplici, degli affetti che riempiono la casa e il cuore. Ma anche lo spazio delle passioni che ci accompagnano nella vita e in particolare nell’intimo delle viscere più profonde. L’istintiva rimozione degli elementi di disturbo ci consente di scavare all’interno dell’io e rilevare che sono proprio quegli intralci ad essere il bello di esistere.

Parole Inutili

In alcune discussioni sarebbe meglio non dare spazio alle parole, sono quei casi dove non ci si ascolta e ogni verbo va verso direzioni incontrollate. Si prova anche ad evadere con lo scopo di ritrovare noi stessi e lasciare che il tempo ripari. Ma alla fine nulla riesce a fare ordine come le stesse parole.

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