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SanremoLoud: sa-sa situation. Quando la Gialappa’s band fece impazzire Pippo Baudo

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Il tira e molla politico per Rula Jebreal, il disastro dell’annuncio del cast prima spoilerato da “Chi” e poi rilasciato in esclusiva a “Repubblica“, l’annuncio a sorpresa di due nuove concorrenti tra cui la sovranista Rita Pavone, lo scivolone di Amadeus sul ruolo delle donne e l’estenuante relativa polemica, il forfait di Salmo, l’altro della Bellucci, quello possibile di Georgina Rodrigeuz per il cachet (secondo la RAI) eccessivo, il caso Junior Cally sollevato dai boomer che non conoscono il rap. Basta, prendiamoci una pausa.

Per il terzo appuntamento della seconda stagione di SanremoLoud, la rubrica di avvicinamento alla settantesima edizione del (quest’anno contestatissimo) Festival Della Canzone Italiana, abbiamo deciso di strapparvi una risata alleggerendo la tensione. Usiamo allora la nostra macchina del tempo e trasportiamoci nel 2003, anno di Kermesse numero cinquantatre.

Anche in quel caso le polemiche non mancarono: dall’indignazione di una scatenata Iva Zanicchi (ultima classificata con “Fossi un tango“) che attaccò il padrone di casa Pippo Baudo coadiuvato da Serena Autieri e Claudia Gerini per aver scelto una giuria di qualità troppo giovane svantaggiando, a suo dire, i concorrenti più agee, al richiamo dell’Osservatorio sui diritti dei minori sotto la voce del Presidente Antonio Marziale riguardo la partecipazione nella categoria “Nuove Proposte” della dodicenne Alina, inserita secondo l’accusa in un contesto fin troppo stressante per la sua età, senza dimenticare la classica altalena petulante degli ascolti, leggermente più bassi rispetto alle precedenti edizioni oltre che l’accusa buongiornista targata Striscia La Notizia che, qualche settimana dopo la fine dell’evento, intercettò un avvocato che si diceva a conoscenza della vittoria di Alexia con il brano “Per dire di no già da un mese prima dell’inizio del Festival, polemica cassata in poco tempo visto che l’artista in questione si presentò all’Ariston come vincitrice annunciata dopo aver sfiorato il trionfo l’anno prima con “Dimmi come“.

In quel contesto non semplice quell’anno successe qualcosa di memorabile grazie alla Gialappa’s Band durante la trasmissione radiofonica RAIdireSanremo, in onda sulle frequenze di Radio2. I fatti: nel 2003 Superpippo sperimentò un format davvero delizioso, purtroppo mai più replicato (con l’eccezione del 2009 , dove per la categoria “Giovani” dove andò in scena qualcosa di simile): prima dell’esibizione del brano in gara infatti i big coinvolti avevano la possibilità esibirsi in un mini show, raccogliendo pieni consensi sia dal pubblico che dalla critica: indimenticabili in questo senso performance come “La sua figura” cantata da una stupenda Giuni Russo o il solo di chitarra mozzafiato di Alex Britti. Proprio in quel contesto Sergio Cammeriere, che arrivò poi terzo con “Tutto quello che un uomo“, poco prima di iniziare la sua chiacchierata con Baudo disse al microfono una parola nonsense, “Situation”, da lui spesso utilizzata in molteplici occasioni. Intercettato il jazzista nel retropalco dall’inviata Flavia Cercato, il trio comico milanese decise di fare uno scherzo al grande Pippo Baudo, cercando di fare dire a un buon numero di partecipanti “Situation” appena prima dell’inizio della musica, o in modo tronfio, oppure sotto forma di prova microfono, sussurrando quindi “Sa-sa, situation”.

Alcuni concorrenti più seriosi ed ansiosi rifiutarono la proposta, altri, soprattutto i più giovani, accettarono la sfida, altri ancora si spinsero addirittura oltre, come nel caso del mitico Nino D’Angelo che, oltre a “Situation”, a fine canzone urlò di comune accordo con la Gialappa’s un termine in napoletano “U Paluattole”, gelando così la platea. Piano piano il tormentone si espanse a macchia d’olio, diventando la parola chiave di tutti i protagonisti non solo tra i cantanti ma anche tra ospiti, giornalisti e addetti ai lavori. Il gesto irritò in prima battuta sia un confusissimo Pippo Baudo che le maestranze tecniche, tanto che ad un certo punto della quarta serata la regia rinunciò al primo piano iniziale del cantante concedendo solo una panoramica dall’alto del Teatro Ariston con il microfono staccato.

Per raggirare il problema nella serata finale alla Gialappa’s venne un’idea a dir poco geniale: per evitare la censura nel pomeriggio Flavia Cercato fece stampare infatti in una tipografia degli adesivi con scritto “Situation” da appiccicare in vestiti e strumenti dei big, come avvenne poi qualche ora dopo nella fascia del violino di Cristiano De Andrè o sotto la giacca di Pau dei Negrita, aperta poi durante il bridge di “Tonight.

Ma la vera apoteosi arrivò durante la proclamazione dei primi tre classificati, i quali fecero il loro ingresso sul palco con l’adesivo ben in vista: comparvero prima l’inventore Sergio Cammariere e successivamente Alex Britti, secondo con “7000 Caffè”. Dulcis in fundo la vincitrice Alexia durante la tradizionale esibizione post vittoria utilizzò il break della batteria per gridare un “Situation” con forza e gioia, mettendo la ciliegina sulla torta a una delle note di colore più iconiche degli ultimi vent’anni. Sa-Sa, Situation!

 

Riportiamo di seguito il video dello scherzo, montato dalla stessa Gialappa’s Band per la trasmissione MAI Dire Domenica e caricato su Youtube dal canale Mordenteddy.

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