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The Lizards’ Invasion: IN-dipendence Time brano per brano

 

Quando il rock incontra la narrazione notturna, epica, di antiche storie e vecchi presagi. Anzi, a dire il vero più che castelli medioevali qui siamo traghettati in un futuro distopico in cui l’uomo, narra il concept, è privo di azione meschina e dunque di rivalità in tutte le sue sfaccettature. Immaginate un mondo in cui non c’è denaro e potere ma siamo tutti felicemente uguali. Amen. Da Vicenza arriva questo progetto di rock epico denominato The Lizards’ Invasion che pubblica questo primo disco intitolato “IN-dipendence Time” in cui la particella “IN” torna protagonista in ogni brano. Un concept rock su una visione utopica di come il mondo potrebbe o vorremmo che funzionasse. Gli “IN-sider” come il male che contamina l’equilibrio. Un finale reale, non di fantasia, per tornare su questa terra. Un rock che ci saremmo aspettati essere più teatrale, forse sfacciatamente prog da grandi novelle classiche e che invece strizza forte l’occhio e l’orecchio alle trame pop di grandissimo gusto internazionale. Dunque c’è quel romanticismo italiano dietro queste chitarre elettrificate portate a spalla su lunghe corazze di pelle. Niente di strano sotto il cielo di Vicenza. Bel sentire questo…

The Lizards’ Invasion: “IN-dipendence Time” brano per brano

Intro

È l’introduzione alla storia. Un narratore esterno racconta di un mondo utopico identico al nostro dove però ogni uomo vive in armonia con gli altri e le atre creature, una sorta di Eden dove gli umani non esprimono alcun istinto/emozione “negativa”.

Individuals


È la presentazione di questi esseri umani paralleli. Essi non sono perfetti, anche loro provano paura per l’inaspettato e anche loro cercano la sicurezza di una routine, come facciamo noi, però sono “puri” tra loro c’è rispetto e non voglia di prevalere, nel testo viene messa in evidenza la loro forza e bontà d’animo, con un particolare invito ad andare oltre il ciò che ci appare familiare e sicuro e a fare esperienze per arricchire noi stessi e così far viaggiare quello che resterà di noi dopo la morte (l’anima) oltre lo spazio e il tempo. In questa canzone c’è comunque una parte che preannuncia l’arrivo di qualcosa che romperà la pace.

INsider

Ecco chi rompe la pace: l’insider. Un entità intangibile, invisibile, inconcepibile, di un’ altra dimensione se  vogliamo, che si insinua negli esseri umani e gli propone una sorta di patto con il diavolo, (“ tu apri il tuo  cuore a me, lasciami il comando e vedrai che insieme diventeremo potenti e rispettati, poco importa  calpestare gli altri, tu sei sopra a tutti” ) corrompendo quella purezza vista in precedenza e scatenando  l’egoismo, l’egocentrismo, la smania di potere e tutte quelle emozioni negative che corroborano la società  utopica e pacifica.

the liz albumInvasion


Dopo l’invasione da parte di queste entità, il mondo visto all’inizio si trasforma esattamente nel mondo nel  qual siamo oggi: Inquinamento, sfruttamento di vite e di risorse, politici corrotti ed egocentrici, la voglia di prevalere su tutti e la voglia di possedere tutto mettono in ginocchio gli umani “buoni” rimasti (questi hanno resistito alla tentazione del patto con l’entità) che stanno per gettare la spugna ed arrendersi, nutrono ancora poche speranze, e queste speranze sono rivolte per lo più alla generazione successiva.

INterlude

È un breve intermezzo nella storia che racconta di come l’umano sia stremato, steso a terra senza più forze di combattere. Ma dentro di esso inizia a muoversi un qualcosa, una fiamma, la voglia di riscatto. Questa sensazione lo porta a voler fare un ultimo tentativo per tornare alla pace desiderata.

Indestructible


Questa canzone rappresenta il ribaltamento della situazione, l’umanità rimasta trova la forza per ribellarsi  ancora in un ultimo “scontro”. Nel pezzo tramite una parte strumentale viene figurata la battaglia tra gli  uomini e gli insiders. Alla fine di tutto, tra conflitti interni (in se stessi con gli insider) ed esterni, (uomini  corrotti dagli insider) l’umano “buono” vince.

INcredible

Gli umani hanno vinto la situazione ritorna come quella raccontata in INtro, tutto è a posto, ma ritorna il narratore che parla all’ascoltatore, spiegando che quella che è stata raccontata nel disco è una storia come un’altra, è un racconto quasi banale, terra terra, sentito e risentito su milioni di altri dischi, film, libri. Appunto per questo se si dovesse ignorare anche questa volta un racconto del genere e non fare niente per la situazione verso la quale stiamo andando sarebbe incredibile, vorrebbe dire che non siamo capaci di imparare dagli errori. Dunque, mentre il finale della storia è a lieto fine, il finale della storia reale, del mondo nel quale viviamo, è aperto, la decisone della conclusione è lasciata all’ascoltatore e alla sua  forza d’animo.

 

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