Home > In Evidenza > Venezia 75 — Acusada

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Il film “Acusada” di Gonzalo Tobal, in concorso alla 75esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, parla di una 21enne accusata – per l’appunto – dell’omicidio di una sua amica dopo due anni e mezzo dall’accaduto. Ciò che vediamo si svolge essenzialmente in qualche settimana, durante le quali la protagonista Dolores Dreimas – interpretata dalla giovane e mora cantante argentina Lali Esposito – vive la tensione delle ultime battute di un estenuante processo che terminerà con l’agognata sentenza di assoluzione o condanna a venticinque anni di prigione.

Il regista argentino, al suo secondo lungometraggio, mette in scena un giallo condito da dramma familiare, strutturandolo in maniera piuttosto canonica con volti, impeti genitoriali, e una gamma di espressioni facciali ben poco innovativi.

La giovane è segregata in casa, anche a causa del cocciuto smarrimento di mamma e papà (Inés Estévez e Leonardo Sbaraglia), e lentamente scivola in un’inesorabile alienazione accompagnata da un’imperitura, ma piuttosto comprensibile, faccia appesa. Asserragliata dai sospetti dei suoi coetanei, nonché dalle scommesse sulla sua colpevolezza o innocenza, gli unici a restarle vicini sono un paio di amici.

Non stupisce, perciò, quasi nulla, in nessun momento della storia, tutt’altro. Ogni passaggio è esattamente come ci si aspetta, e spesso le scelte di sceneggiatura non risultano granché realistiche. L’interpretazione degli attori, dei genitori specialmente, cerca di assolvere il proprio compito, ma scivola inevitabilmente nel lacrimoso. Per non parlare dei profili degli stessi personaggi: tutti secondo cliché più che collaudati, ma che qui diventano soporiferi.
Come film in sé non reca nessun danno, anzi. Resta un racconto trascurabile che si aggiunge a tanti casi risolti oppure no, dei quali ci si dimentica sia il finale che i protagonisti.

Pro

Contro

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