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  • Venezia 75 — Il ragazzo più felice del mondo

    Diretto da Gianni Pacinotti

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Tra gli italiani in concorso a Venezia 75, nella sezione Sconfini, troviamo il fumettista Gipi – che era già approdato alla Mostra del Cinema nel 2011 portando “L’Ultimo Terrestre” – con il film “Il Ragazzo più felice del mondo”.

Gian Alfonso Pacinotti, questo il suo vero nome, insieme al suo amico storico Gero, il fonico alle prime armi Davide, l’assistente Francesco e il mai visto cameraman Andrea, formano una specie di Armata Brancaleone per andare alla ricerca di un giovane misterioso che per vent’anni ha inviato la stessa letterina appassionata ad ogni disegnatore d’Italia chiedendone, con le parole più affettuose, una tavolozza personalizzata.

Allo stesso Gipi, tanto tempo prima, era stata recapitata una missiva di quel genere e, proprio nello scoprire di non essere stato l’unico favorito nel suo settore dal piccolo fan, decide di andare a scovare chi sia lo sconosciuto traditore.

Nel progettare la partenza – con tanto di lungometraggio in cantiere annesso – le gag e i guizzi metacinematografici si sprecano e colorano di vivace imbranataggine tutta la storia. Così come il carattere sarcastico e deliziosamente goffo di ogni personaggio che accompagna l’avventura, è l’elemento imprescindibile e portante del racconto, che va a comporre uno stile comico (e di spessore) ormai consacrato che è emerso negli ultimi anni grazie all’imparzialità di YouTube.

Gipi porta così sul grande schermo anche lo stesso Procacci (reale produttore della sua pellicola e che si presta persino ad essere preda di un grottesco siparietto) quasi come metafora di un cambiamento di corrente di buon auspicio, e regala per l’intera durata del film sketch godibili, congegnati sull’ironia un po’ sbilenca che tanto sta iniziando a piacere al cinema italiano.

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Contro

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