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  • The Zen Circus: Vivi si muore 1999-2019

    La Tempesta Dischi / none

    Data di uscita: 08-02-2019

    Loudvision:
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Li abbiamo visti qualche giorno fa in gara al festival di Sanremo dove hanno portato per la prima volta la loro grinta, ch’era solita vibrare nei centri sociali, sul palco dell’Ariston. Sono uno dei gruppi punk rock più prolifici della musica italiana e se devono dire qualcosa la dicono, senza mezzi termini. L’8 febbraio hanno pubblicato un regalo per i fan, una collection che racchiude i successi di due decenni. Avete capito benissimo di chi si tratta. Le quattro colonne portanti di quel grande tendone di un circo zen, quei quattro ragazzi toscani con la faccia da spacconi ma che son tanto simpatici, tali Andrea Appino, Karmim Qqru, Massimiliano “Ufo” Schiavelli e Francesco Pellegrini: The Zen Circus.

La raccolta in questione porta il nome di uno di loro singoli più famosi: Vivi si muore 1999-2019 e coinvolge La Tempesta Dischi, che produce i loro album da dieci anni ormai, e la label Woodworm. Un compendio di 17 tracce più 2 inediti: “L’amore è una dittatura”, sbandierata al sopra citato Festival, e “la Festa”. Uno scrigno che va a ritroso, che racchiude tanti viaggi, tanto sudore, esperienze cantate e una carriera dedita alla musica che è diventata un vademecum acustico per tanti. In concomitanza con l’uscita dell’album la band ha anche annunciato un unico concerto datato il 12 aprile a Bologna e, dico a voi fedelissimi fan, segnatevi l’evento!Vent’anni fa gli Zen Circus decidono di mettersi in gioco con il primo album: “About thieves, farmers, tramps and policemen”. Cominciano suonando nei centri sociali, suonando sulle terrazze, nei pub di tutta Italia facendo svariati tour costellati da continui sali/scendi frenetici. Producono altri quattro album e dieci anni dopo, nel 2009, c’è il giro di boa: “Andate tutti affanculo”. Nonostante l’invito/congedo ben espresso stampato in copertina, li si ama di più, il successo li travolge, i fan aumentano, la maturità incalza. Il tempo passa (lo cantano spesso nelle loro canzoni) e tutta la rabbia e la nostalgia e le gioie inespresse si riversano in “Nati per subire”, “Canzoni contro la natura”, “La terza guerra mondiale” e l’ultimo “Il fuoco in una stanza”. Vivi si muore 1999-2019 ripercorre questo viaggio durato 20 anni in cui la band ha prodotto e si è affermato sempre più per la loro verve, l’intensità dei testi e le musiche miscelate al sound americano derivato dalle collaborazioni con Brian Ritchie, Jerry Harrison, Kim e Kelley Deal. Vivi si muore è una celebrazione alla carriera, insomma vedetelo come un: ricapitoliamo, come si è giunti fin qui?

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Contro

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