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X-Men: Dark Phoenix | Incontro con il cast

È stato presentato alla Casa del Cinema a Roma il nuovo capitolo della serie sui mutanti della famiglia Marvel, “X-Men: Dark Phoenix”. A prendere in mano la regia questa volta è Simon Kinberg, che aveva però già iniziato dal 2006 la sua collaborazione al filone dei supereroi con “X-Men – Conflitto finale” in veste di scrittore e produttore.

La Fenice Nera del titolo è la telepate Jean Grey (interpretata dalla Sansa Stark de “Il Trono di Spade”, Sophie Turner) protagonista di una trasformazione che riprende più o meno fedelmente la saga narrata nei fumetti, sempre sullo sfondo della X-Mansion e degli eroi che la abitano.

Alla conferenza stampa — trasmessa a Roma in diretta streaming da Londra — ci sono, oltre al regista e alla protagonista, Michael Fassbender (che copre ancora il ruolo di Magneto), James McAvoy (Professor X) e Jessica Chastain (nei panni di un’inquietante figura maligna).

La prima domanda viene rivolta proprio a Simon Kinberg, che racconta l’esperienza di debutto dietro la macchina da presa degli X-Men, dopo averne scritto anche la sceneggiatura.

«Gli X-Men sono da sempre parte della mia vita — spiega Kinberg — La mia regia è stata quindi molto organica, anche grazie al cast, che vedete in parte qua attorno a me. Loro sono come la mia famiglia. Mi sono divertito molto a portare avanti questo progetto, anche se l’impegno è stato decisamente maggiore rispetto ai film precedenti, soprattutto per la durezza della storia».

Michael Fassbender, siamo condannati anche noi ad un destino apocalittico dal punto di vista valoriale?

M. Fassbender: Ovviamente sì (ride, ndr). In realtà sono preoccupato come chiunque di come stia andando il mondo. Gli X-Men dopotutto sono persone escluse dalla società a causa della loro diversità, ed è un tipo di dinamica che è sempre esistita. Il nostro mondo ancora oggi è tribale, anche se siamo più sofisticati: colpevolizziamo chi è diverso e lo rendiamo la causa dei danni del mondo. Purtroppo non impariamo dalle lezioni del passato, ma credo molto nelle generazioni future, ho tanta fiducia in loro.

Sophie Turner, che tipo di donna è Jean Grey?

S. Turner: Di certo non quello appena uscito da una cucina (ride, ndr). Jean, il mio personaggio, è a tutto tondo, ha una profondità molto sfaccettata. Lo stesso ruolo che ricopre Jessica, nonostante sia sua nemica, è fortificante per lei e le dà potere aiutandola a conoscerne l’intensità.

J. Chastain: C’è qualcosa di estremamente liberatorio nel mostrare lati oscuri e luminosi di un personaggio femminile.

La parola poi passa ancora al regista Simon Kinberg, a cui viene chiesto un commento rispetto alla recente acquisizione della Disney da parte della Fox, con relativo ritorno degli X-Men alla Marvel: «Ho affrontato la scrittura di Dark Phoenix tre anni fa, quando le trattative economiche con Disney erano ancora lontane. Oggi vivo ancora il momento e non sto immaginando quello che potrà essere un domani il MCU».

James McAvoy, rispetto alla scelta del Professor Charles Xavier: cosa pensi sul mentire a fin di bene?

J. McAvoy: Penso che a volte sia necessario dire bugie.

M. Fassbender: Be’, se uno la mattina ha la faccia stanca, non glielo dici di certo (ridono, ndr).

J- McAvoy: Io le bugie le dico solo se strettamente necessario, anche perché può essere rischioso scivolare nel soddisfacimento del proprio ego.

Avete mai avuto il coraggio di contestare un’autorità?

S. Turner: È successo a tutti di accorgersi di non essere più bambini e di poter esprimere liberamente il proprio pensiero, prima di tutto in casa.

J. Chastain: A volte dubitare dell’autorità è indispensabile per cambiare le cose che non vanno.

J. McAvoy: Ce l’abbiamo nel DNA: il bambino contesta l’adulto da sempre.

M. Fassbender: Hai ragione James, siamo progettati per mettere in discussione l’autorità, ed è grazie a questo che sono nati i diritti umani.

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